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Museo archeologico nazionale di Ferrara

Ferrara

Il museo

Nelle sale di Palazzo Costabili, sono esposti gioielli, vasi, ornamenti e utensili del periodo greco ed etrusco provenienti da oltre 4.000 tombe, testimonianza dell’antica città di Spina.

Museo archeologico nazionale di FerraraMuseo archeologico nazionale di Ferrara

Situata in prossimità del delta del fiume Po, Ferrara conserva ancora oggi l’aspetto unico che le diedero gli Estensi in tre secoli di governo, fino al 1598, trasformandola da centro medioevale in una vera e propria città ideale rinascimentale.

La sua struttura urbanistica, definita Addizione Erculea dal progetto di Ercole I che concepì strade longitudinali e incroci al posto della classica pianta romana, ne fanno la prima città moderna d’Europa. Proprio per questa caratteristica, Ferrara è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Mondiale dall’Umanità nel 1995.

Museo Archeologico Nazionale Ferrara - Il Giardino di Palazzo Costabili

Museo Archeologico Nazionale Ferrara – Il Giardino di Palazzo Costabili

Palazzo Costabili detto “di Ludovico il Moro”

Gioiello del ‘500, fu realizzato dall’architetto Biagio Rossetti su incarico di Antonio Costabili, ambasciatore degli Este a Milano. Per tradizione è legato al nome di Ludovico il Moro, che si narra avesse fatto costruire la residenza per garantirsi un esilio sicuro nella città d’origine della sua sposa, Beatrice d’Este.

Fulcro del Palazzo è il cortile d’onore, completato solo su due lati e ornato da un doppio loggiato decorato con colonne e rilievi in pietra bianca ispirati all’antichità classica. Nel portico antistante il giardino – recentemente ripristinato nelle forme rinascimentali – la Sala del Tesoro ospita uno straordinario ciclo di affreschi risalente agli inizi del ‘500 e opera di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo.

Museo archeologico nazionale Ferrara Salone delle Carte Geografiche

Museo archeologico nazionale Ferrara – Il Salone delle Carte Geografiche

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

Arte e architettura rinascimentali convivono con i reperti dell’antica città di Spina nelle sale del Museo Archeologico. Al suo interno sono esposti i ricchi corredi della necropoli: ceramiche, vasi e suppellettili in bronzo, gioielli in oro, argento, ambra e pasta vitrea, del periodo greco ed etrusco, riemersi a partire dal 1922 durante le opere pubbliche di bonifica delle valli di Comacchio.

La rappresentazione su mappa del territorio dove fiorì l’antica città portuale decora le pareti del Salone delle Carte Geografiche, affrescato in occasione della trasformazione di Palazzo Costabili in Museo Archeologico, avvenuta nel 1935 in piena epoca fascista. Lo scopo è di introdurre il visitatore alla scoperta dell’evoluzione del Delta del Po, l’antico fiume Eridano che con i suoi continui mutamenti di corso segnò la fortuna e il declino di Spina nell’antichità e di Ferrara a partire dal Medioevo.

Museo archeologico nazionale Ferrara L'abitato di Spina

Museo archeologico nazionale Ferrara -L’abitato di Spina

Testimonianza di un benessere derivante da floridi commerci tra Spina e i porti del Mediterraneo, la Sala degli ori, allestita come una vera gioielleria, grazie a una collaborazione con Bulgari, raccoglie un’amplissima rassegna di gioielli, ambre e unguentari in pasta vitrea, che ben evidenziano lo sfarzo delle aristocrazie etrusche locali tra il VI e il IV secolo a.C.

Museo archeologico nazionale Ferrara - Sala degli Ori

Museo archeologico nazionale Ferrara – Sala degli Ori

Le capacità degli artigiani etruschi sono ben rappresentate anche dagli splendidi monili in ambra, spesso raccolti in ricche collane con alternanze di vaghi in pasta vitrea e oro. Il legame con l’ambra e le sue origini richiama la leggenda di Fetonte, il figlio del Sole precipitato nelle acque dell’Eridano dopo un folle volo alla guida del carro del padre. Le sue sorelle, le Eliadi, piansero abbondanti lacrime che divennero ambra.

Museo archeologico nazionale Ferrara - La Sala degli ori

Museo archeologico nazionale Ferrara – La Sala degli Ori

I piatti da pesce

Tra il vasellame di importazione greca particolarmente gradito agli abitanti di Spina, spiccano i piatti da pesce, decorati da raffigurazioni dettagliate delle pietanze che avrebbero potuto “ospitare”. Troviamo tutti i protagonisti della tavola ittica di 2.500 anni fa, scorfani, cefali, orate, rane pescatrici, razze, seppie e calamari, ma non l’anguilla pur consumata con regolarità durante i banchetti.

Museo archeologico nazionale Ferrara - Piatti da pesce

Museo archeologico nazionale Ferrara – Piatti da pesce

La conformazione tipica del piatto da pesce, caratterizzata da un incavo centrale, suggerisce che quest’ultimo dovesse servire a contenere salse o condimenti per il prezioso pescato, certamente uno degli alimenti più diffusi in un emporio fluviale e marittimo come quello di Spina.

Museo archeologico nazionale Ferrara - Piatti da pesce

Museo archeologico nazionale Ferrara – Piatti da pesce

Gli Etruschi a tavola

Sebbene siano sopravvissuti fino ad oggi solo modesti documenti scritti in grado di testimoniare il pensiero e la letteratura degli Etruschi, l’archeologia e le altre fonti a nostra disposizione rendono indubbio che gli abitanti di Spina siano stati influenzati dalle consuetudini del mondo greco con cui commerciavano e convivevano.

Le fonti greche – in particolare attraverso i frammenti superstiti e le opere di Aristofane, Archestrato, Difilo – elencano le tipologie di pesci esposti sui banchi del mercato o in luoghi specifici (opsopolia), spiegano le varie tecniche di pesca e descrivono i menù e la preparazione delle ricette. E non stupisce scoprire dai versi del poeta Filosseno che, anche nell’antichità, il pesce bollito fosse buono, ma cucinato fritto molto di più.

Allestito nel palazzo progettato da Biagio Rossetti per Antonio Costabili, il museo conserva le testimonianze della necropoli e dell’abitato di Spina, il fiorente porto commerciale etrusco che tra il VI e il III sec. a.C. rappresentò uno dei centri focali della regione. Sono esposti alcuni dei corredi ritrovati nelle oltre 4.000 tombe, reperti di impressionante bellezza tra cui spicca un’imponente raccolta di vasi attici a figure rosse del V sec. a.C. Recentemente ampliato e riallestito con apparati all'avanguardia, il museo vanta una Sala del Tesoro affrescata dal Garofalo, la Sala delle Piroghe, imbarcazioni monossili di età tardo romana (III-IV secolo d.C.), e la Sala degli Ori con gioielli d’oro, argento, ambra e pasta vitrea risalenti al V e IV sec. a.C. Al piano terra, quattro sale – di cui due affrescate dal Garofalo e dalla sua scuola - sono dedicate “alla città dei vivi”, all’abitato di Spina, ai culti e ai miti, ai popoli e alle scritture. Chiude il percorso una delle “biblioteche virtuali” che introduce alla necropoli. Il piano nobile, in consonanza con l’originario allestimento degli anni Trenta, è dedicato alla necropoli della città etrusca e annovera capolavori della pittura vascolare attica, bronzi etruschi, preziosi oggetti di importazione da tutto il Mediterraneo.

Indirizzo

via XX Settembre, 122
44100 Ferrara

Orari

Martedì-Domenica 9.30-17.00

Informazioni

www.archeoferrara.beniculturali.it/
pm-ero.muarcheologico-fe@beniculturali.it
Tel: +39 0532 66299
Chiusura: Lunedì
Intero: 6,00 €
Ridotto: 3,00 €