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Gallerie estensi - Galleria estense

Modena

Il museo

La Galleria ospita una collezione straordinaria che svela il gusto e la passione per le arti della dinastia degli Este.

Gallerie estensi – Galleria estense

Nel cuore dell’Emilia Romagna, Modena ospita uno dei musei più importanti d’Italia. Oltre che per i tesori artistici, la città è nota per la grande tradizione enogastronomica e per essere la sede della Ferrari, la casa automobilistica che appassiona sportivi in tutto il mondo.
Capitale del ducato degli Este dal 1598 al 1859, nel suo centro storico è possibile ammirare Piazza Grande con il Duomo, fra le massime espressioni del Romanico in Europa, e la Torre Ghirlandina, riconosciuti nel 1997 Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Da Ferrara a Modena: l’eredità degli Este

L’antica dinastia degli Este assurge al rango ducale nel tardo Quattrocento. Grazie al loro mecenatismo e gusto, Ferrara diventa uno dei centri culturali più vivi del tempo. La supremazia del casato sulla città dura fino al 12 gennaio 1598, quando la Convenzione di Faenza sancisce la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio.

L’erede designato da Alfonso II, il nipote Cesare, parte con la famiglia verso Modena portando con sé parte della propria collezione, mentre altre opere vengono collocate nel Palazzo dei Diamanti, oggi Pinacoteca nazionale di Ferrara. A Modena la collezione viene esposta nello sfarzoso Palazzo ducale, costruito a partire del 1630 per volere di Francesco I d’Este (1629-1658), uno dei più importanti mecenati dell’età barocca.

Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680), Ritratto di Francesco I d’Este

Galleria estense, Modena. Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680), Ritratto di Francesco I d’Este.

Con l’Unità d’Italia le collezioni sono oggetto di trasferimenti e manomissioni, finché, abbandonato il Palazzo ducale, nel 1894 riapre al pubblico la Reale Galleria estense all’interno del Palazzo dei Musei.

A seguito della riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo del 2014, la Galleria estense acquista lo status di museo autonomo, legandosi alla Biblioteca estense universitaria, al Museo lapidario, al Palazzo ducale di Sassuolo e alla Pinacoteca nazionale di Ferrara, costituendo così un nuovo complesso museale denominato Gallerie estensi.

Galleria estense, Modena

Galleria estense, Modena.

La collezione 

Nonostante alcune importanti perdite dovute al trasferimento e a successive vendite di opere, la collezione si amplia nel 1624 con il lascito del cardinale Alessandro d’Este e grazie all’ambizioso progetto di Francesco I, che fa trasportare nuove opere da Ferrara e acquista importanti capolavori di Correggio, Veronese, Guercino e altri artisti di primo livello.

Antonio Begarelli (Modena, 1499 ca. - 1565) Madonna col Bambino; Antonio Allegri, detto il Correggio (Correggio, 1489 o 1494 – 1534) Madonna con il Bambino (Madonna Campori)

Galleria estense, Modena. DA SINISTRA: Antonio Begarelli (Modena, 1499 ca. – 1565) Madonna col Bambino; Antonio Allegri, detto il Correggio (Correggio, 1489 o 1494 – 1534) Madonna con il Bambino (Madonna Campori).

A queste si aggiungono il ritratto commissionato a Velázquez e il raffinato busto realizzato da Gian Lorenzo Bernini, opere simbolo della Galleria.

Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (Siviglia, 1599 – Madrid, 1660), Ritratto di Francesco I d’Este

Galleria estense, Modena. Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (Siviglia, 1599 – Madrid, 1660), Ritratto di Francesco I d’Este.

Oggi le raccolte estensi comprendono la ricca quadreria con dipinti dal XIV al XVIII secolo, tra i quali un gruppo dedicato alla pittura padana.

Guido Reni (Bologna, 1575 - 1642) Gesù crocifisso; Cima da Conegliano (Conegliano, 1459 ca. – 1517 ca.) Compianto su Cristo morto con i santi Francesco e Bernardino

Galleria estense, Modena. DA SINISTRA: Guido Reni (Bologna, 1575 – 1642) Gesù crocifisso; Cima da Conegliano (Conegliano, 1459 ca. – 1517 ca.) Compianto su Cristo morto con i santi Francesco e Bernardino.

Il 17 febbraio 2018 inaugura la mostra “Da Correggio a Guercino. Capolavori su carta della collezione dei duchi d’Este” che offre uno sguardo diverso sullo stile, la tecnica e i segreti del comporre di grandi maestri del Cinquecento e del Seicento, attraverso l’esposizione di una selezione di disegni provenienti dai depositi della Galleria.

Wunderkammer: le meraviglie degli Este

Il gusto dei duchi d’Este si riflette nella collezione delle arti decorative che costituivano la raccolta della “camera delle meraviglie” (Wunderkammer) ricca di maioliche, avori e strumenti musicali: Francesco II, in particolare, acquisì rari strumenti in marmo e in legno.

Michele Antonio Grandi (Carrara, 1635-1707) Chitarra; Liutaio romano (Cerchia di Giovan Battista Giacometti, 1581) Arpa Estense

Galleria estense, Modena. DA SINISTRA: Liutaio romano (Cerchia di Giovan Battista Giacometti, 1581) Arpa Estense; Michele Antonio Grandi (Carrara, 1635-1707) Chitarra.

Tra questi, il violino e il violoncello realizzati da Domenico Galli, intagliatore, decoratore, calligrafo e musicista, in collaborazione con un ignoto liutaio. Il violino presenta un piccolo medaglione in cima alla tastiera e un’iscrizione con la dedica dell’artista al duca. Anche il violoncello presenta una dedica analoga e fu offerto al duca accompagnato da una racconta di dodici sonate composte per Francesco II. Lo strumento è impreziosito da ricchissimi intagli che ricordano simbolicamente gli Este: il riccio con il drago e, nella cassa armonica, l’allegoria del principe di Galles, figlio di Giacomo Stuart e Maria Beatrice d’Este.

Domenico Galli (Parma, 1649 - 1697) Violoncello e violino

Galleria estense, Modena. Domenico Galli (Parma, 1649 – 1697) Violoncello e violino.

Restando in ambito musicale, nella Biblioteca estense universitaria di Modena è possibile consultare la produzione di codici e manoscritti di musica profana, sacra e polifonica, che ruota intorno alla figura del principe Alfonso II. La parte rinascimentale della raccolta è riferita all’attività realizzata a Ferrara, mentre quella dei due secoli successivi, promossa da Francesco II a Modena, esce dai contesti della musica di corte, e si arricchisce della musica di stampo operistico proveniente dall’ambiente veneziano. L’interesse del duca, come testimoniato dalla raccolta della biblioteca, era rivolto anche alle cantate di ambito romano.

Progetto Digital Humanities

Le Gallerie estensi, in collaborazione con l’Università di Modena e il supporto della Cassa di Risparmio di Modena, hanno messo al bando tre assegni di ricerca della durata biennale per progetti inerenti tre nuclei dei fondi manoscritti della Biblioteca estense universitaria (carte geografiche, manoscritti musicali e archivio muratoriano). Attraverso il programma Digital Humanities i giovani ricercatori hanno il compito di studiare e catalogare le raccolte mettendole in rete attraverso database relazionali, fondamentali per diffondere la conoscenza di questi documenti a un pubblico più vasto. Per saperne di più bandi.miur.it

Nell’immagine di copertina: Dettaglio di Giovan Francesco Barbieri detto Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666) Venere, Marte e Amore.

Istituita nel 1854 da Francesco V d'Austria d'Este e collocata dal 1894 nell'attuale sede del Palazzo dei Musei, la Galleria Estense comprende quattro saloni e sedici salette espositive dedicate a quel cospicuo patrimonio artistico accumulato dai duchi d'Este fin dagli anni gloriosi della signoria ferrarese. Orientate verso un aristocratico collezionismo dai molteplici interessi, le raccolte estensi comprendono la ricca quadreria, che racchiude un pregevole numero di dipinti dei secoli dal XIV al XVIII, fra i quali un gruppo dedicato alla pittura padana, diverse sculture in marmo e terracotta; un nutrito nucleo di oggetti d'arte applicata che costituivano parte del sontuoso guardaroba ducale, oltre a diverse collezioni specifiche quali quelle dei disegni, dei bronzetti, delle maioliche, delle medaglie, degli avori e degli strumenti musicali. Tra le opere di maggiore rilievo si segnalano La Pietà di Cima da Conegliano, la Madonna col Bambino del Correggio, il Ritratto di Francesco I d'Este del Velazquez, il Trittico di El Greco, il busto marmoreo di Francesco I d'Este del Bernini ed il Crocefisso di Guido Reni.

Indirizzo

piazza Sant'Agostino , 337
41121 Modena

Orari

Martedì-Sabato 8.30-19.30; Domenica e festivi 10.00-18.00

Informazioni

www.gallerie-estensi.beniculturali.it
ga-esten@beniculturali.it
Tel: +39 059 4395711 +39 059 4395707
Chiusura: Lunedì
Intero: 6,00 €
Ridotto: 3,00 €