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Forme speciali di partenariato pubblico-privato nei beni culturali

Un modello operativo, arricchito da note esplicative, che faciliti l’attivazione di forme di partenariato pubblico-privato speciale nei beni culturali: lo ha messo a disposizione la Direzione generale Musei, e in particolare il Servizio I, a favore dei Musei e Parchi archeologici dotati di autonomia speciale nonché dei Poli museali regionali.

La normativa di riferimento è il Codice dei contratti pubblici (Decreto legislativo 50/2016), in particolare l’articolo 151 comma 3, che consente il coinvolgimento di altri soggetti (pubblici e privati) nella valorizzazione e gestione dei beni culturali, prevedendo, a tal fine, forme semplificate di scelta degli operatori. Un istituto di particolare rilievo che, vista la sua formulazione ampia e generica, può essere applicato a molti tipi e cause contrattuali, non prevedibili a priori, che ruotano dalla fornitura di servizi di progettazione all’assistenza museale, dall’allestimento e presentazione di istituti e luoghi della cultura per la pubblica fruizione fino alla consulenza organizzativa.

Di qui l’intento da parte della Direzione generale Musei di prevedere uno schema di massima, in particolare per la gestione di immobili o siti museali/archeologici ad oggi non aperti al pubblico e ciò con l’intento di assicurare la massima fruizione pubblica di tali beni culturali. E così, attraverso una circolare ad hoc (Circolare 45 del 2019, disponibile in allegato), sono fornite utili indicazioni sugli adempimenti preliminari alla pubblicazione dell’Avviso, sul capitolato tecnico-prestazionale, sull’importo base del canone a carico del partner, sulla valutazione delle proposte ricevute. È, infine, allegato un prezioso modello di Avviso per la ricerca del partner (disponibile in allegato), liberamente integrabile alla luce delle esigenze e peculiarità specifiche dell’istituto e del contesto nel quale lo stesso si colloca, che certamente agevolerà Musei e Poli regionali nell’iter procedimentale da seguire.